Questione di mento…

Si sente parlare spesso di immigrati, stranieri, razze. Di chi secondo la propria provenienza ha, o meno, dei diritti, di chi merita o meno l’ospitalità nel nostro caro paese o perchè no, nelle classi delle nostre scuole; la xenofobia divampa, ma la gente non sa neanche di cosa parla…

“Questione di mento”

Il concetto di “razza” umana, che appartiene oltre che alla storia, fino alla più recente, anche ad ogni vocabolario e lingua di questo mondo, è , mi dispiace dirlo così, in ritardo di 40.000 anni. Assurdo ! Ma è vero ? Che vuol dire ? Vuol dire che fino a 40.000 anni fa potevamo parlare di razza umana, adesso no. A  grandi linee le due razze principali erano i sapiens Africani, in Africa, e i Neanderthal in Europa, due razze differenti: dal dna, all’aspetto, all’indole (come lo scimpanzé lo è con altri suoi simili per esmpio) ebbene queste due razze hanno vissuto insieme per un tempo pari alla distanza cronologica tra noi e Ramses II. In seguito ad una migrazione, appunto circa 40.000 anni fa, i sapiens Africani hanno invaso tutte le terre dei Neanderthal, le hanno popolate procurando l’estinzione completa di questi ultimi. E adesso viene il bello, quei signori, gli “invasori”, sono i nostri diretti antenati biologici nel senso stretto del termine, quindi siamo tutti Africani cari razzisti e xenofobi, tutti ! La controprova ? Toccatevi sotto le labbra, se avete il mento siete africani se non lo avete (cosa difficile) siete di Neanderthal.(Non è un scherzo! E’ uno studio recente e importantissimo, come ricorda Giorgio Manzi: Paleantropologicamente la differenza tra le due razze è questa, lo si è potuto scoprire dallo studio dei teschi ritrovati.)

La razza, o meglio il concetto di razza è una convenzione sociale, in altre parole, che non esiste ma ce lo siamo inventati noi; infatti nel mio dna, in quello di un monaco tibetano e in quello di un argentino c’è sempre e comunque un’affinità: un considerevole 85% di “dna dell’umanità” (così l’ha definito Andrea Barbujani); ed è lo stesso per tutti. Quindi pensiamo a tutti i dibattiti, a tutte le persone, ai libri che hanno parlato di razze biologicamente differenti, arrivando a dire che ne esistono più di trenta, bèh, non ve ne sono, che ci piaccia o no.

Obama è socialmente di colore, ma geneticamente non è catalogabile in nessun sottoinsieme (caucasico, afro, sud Americano) in quanto ha i genitori di due etnie diverse – se non sbaglio uno statunitense e l’altro sud Americano, ma non ne sono certo-.  Il che è palese, chi negherebbe che Obama ha la pelle scura ? Persino Berlusconi l’ha detto, è bello e … Non è questo il punto, il fatto è che nella storia la razza non è stata un’annotazione empirica del colore della pelle o della forma degli occhi,almeni non solo, ma nella poliedrica e scempia distorsione che usa fare la massa, nel grande letto di Procuste occidentale, RAZZA è diventato sinonimo di inferiorità, diversità, un dispregiativo. E’ un dibattito vuoto e a senso unico che deve cessare, la fonte attendibile è una…

“L’uomo è di certo l’animale più studiato, più classificato e contemplato…Parlando di razze, tutte le più grandi menti, da Kant a Livingstone, per secoli hanno espresso pareri da migliaia di punti di vista e ipotesi divergenti, scontrandosi e creando confusione. Allora smettiamola, mettiamoci d’accordo e ascoltiamo la scienza, l’unica che può rispondere…”

Charles Darwin

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