Da leggere…

Il libro in questione è “L’alchimista” di Paulo Coelho, è l’ultimo libro che ho letto e l’ho trovato molto particolare…Diciamo che l’ho letto in due giorni e l’ho capito in cinque; a primo impatto sembra banale, bisogna pensarci un po sù…Ciò che segue è comelavedo IO, check it.

“L’alchimista”

Ascolta il tuo cuore. Esso conosce tutte le cose.”

La teoria indiana ( o “nativa americana” ) dell’esistenza sostiene che ogni cosa sulla terra ha uno scopo, ogni malanno un’erba per guarirlo. Ogni uomo una missione.

( da Dreamcatcher – Ed. Marlboro County)

Romanziere, dicono tra i più grandi sud Americani dopo Marquez e Borges, tragediografo, autore televisivo, hippy, direttore teatrale e giornalista. Coelho sa parlare ad un vasto pubblico, ad un pubblico mutevole e variegato; lo fa e lo sa fare bene perchè conosce molti linguaggi, o meglio: sa usarne uno, uno soltanto, ma molto bene. È il linguaggio dei simboli, unico e universale, e questo libro ne è la prova tangibile.

L’alchimista” a leggerne recensioni o il riassunto in quarta di copertina appare come una breve e semplice storiella, niente di più. Effettivamente non è particolarmente lunga o di difficile comprensione, ma definirla così è senza dubbio limitativo: “L’alchimista” è una storia simbolica, si districa, si sviluppa e si conclude attraverso l’azione di simboli sui personaggi; questo comporta estrema libertà per il lettore, ognuno puo leggere ciò che vuole in questo racconto, ogni simbolo ha infinite accezioni, nessuna esatta e nessuna errata, ogni lettore può trarre dal libro l’insegnamento che vuole, dal più banale al più arzigogolato e astruso, come può non trarre nulla e leggere liberamente. La scrittura simbolica mi ha fatto apprezzare la poesia della semplicità, la bellezza dell’elementare, mi ha spronato ad andare oltre, a pensare cosa ci potesse essere dietro quel banale raccontino, apparentemente banale, o cosa si celasse dietro tre righe di pura poesia che senz’altro non erano lì per caso.

<Le coincidenze non esistono> disse l’inglese […] eppure il ragazzo sapeva di cosa si trattava: la misteriosa catena che unisce ogni cosa all’altra…”

La coincdenza e il caso hanno un ruolo particolare: si chiamano segni. I segni o segnali sono quanto emerge dall’anima del mondo verso l’anima di ciò che è terreno; essendo l’anima del mondo a conoscenza della Leggenda personale, i segnali vanno seguiti, raramente si tratta di banali coincidenze. Santiago è l’anti-scettico, è avventura, ramble on,

è libertà come raramente la si vede, è tutto ciò perchè al contrario di tutti impara a fidarsi della natura. Di sé.

La chiave simbolica della storia è, appunto, l’alchimia, di conseguenza la terminologia fondamentale appartiene a questa antica e misteriosa disciplina; le parole più ricorrenti, quindi i simboli più evidenti sono: leggenda personale, linguaggio e anima del mondo, la grande opera, l’amore.

Santiago, il protagonista, sogna un tesoro vicino le piramidi d’Egitto, sarà un vecchio re a dirgli di seguire quel sogno e che trovare quel tesoro fosse il proprio destino, la propria Leggenda personale, la sua storia già scritta dalla stessa mano che aveva creato il tesoro e tutto quanto sulla Terra. La leggenda personale è dunque, per Coelho, quello che si è sempre desiderato fare, sin dalla propria gioventù e quello che sembra essere il proprio obiettivo della vita. Ai giovani spesso tutto è chiaro, perché tutto appare possibile e non si ha paura di sognare, di desiderare e di raggiungere anche le mete più ardue.
Con il passare del tempo, tuttavia, questa forza misteriosa sembra offuscarsi e fa percepire i propri sogni sempre più lontani e impossibili da realizzare, come si fa a capire quando si è veramente davanti alla propria Leggenda Personale? Semplice, basta seguire i propri istinti e i segni che l’universo stesso ci dona, cercando di raggiungere un obiettivo determinato, fortemente desiderato. Questa leggenda personale si realizzerà, ma solo se desidererai una cosa con tutta la tua volontà. La volontà è tutto perchè le coincidenze non esistono, le coincidenza sono comodità, scorciatoie; il destino è scritto, ma l’acquiescenza non è contemplata, la volontà non cessa di avere un ruolo predominante e, se vogliamo, demiurgico.
Realizzare la propria Leggenda Personale significa dunque compiere il proprio destino, realizzare quello per cui si è nati. E’ un progetto che non riguarda solo sé stessi, ma tutto l’universo, è per questo che lo sforzo personale sarà premiato, come detto sopra, da quella serie di “coincidenze” favorevoli.

Tutto l’universo, infatti, cospira affinchè ciascuno realizzi il suo desiderio. “

L’anima del mondo” è passata nel pensiero greco attraverso il Timeo di Platone, il mondo è ‘un grande animale’, dal momento che in esso possiamo osservare fertilità e vitalità.
Gli stoici identificarono l’anima del mondo con Dio, tenendo presente anche l’accezione del divino pre cristianesimo; per Plotino infine L’anima del mondo è in mezzo, fra l’Intelletto (che deriva da Dio) e il mondo materiale. E’ sorprendente la scelta di mettere in gioco questa figura, ma in un certo senso non poteva non farlo, cose ci puo essere di più simbolico dell’Anima del mondo? Ciò che intendiamo noi, ciò che capiamo di questo, leggendo, non importa, l’importante è tener ben presente il rapporto tra questo simbolo e gli altri: all’idea di Anima del mondo Coelho fa risalire lo scibile, lo scibile è il mondo, la natura, accessibile ai soli sensi, ai segnali e all’istinto…Tutto ciò mi rimanda

inevitabilemente al 1880-1886, in Francia…

Azione, è come il volo degli sparvieri: non va compreso con la ragione , come tutto, Dio creò gli uomini affinchè ammirassero il creato attraverso le cose visibili. È questo ciò che io chiamo Azione.”

Da Baudelaire a Mallarmè il decadentismo cerca nuovi strumenti conoscitivi da sostituire a ragione e scienza, eridità illuminista e naturalista. Viene così invertita la gnoseologia, essi diranno che solo l’intuizione può mettere in diretto contatto l’artista con l’anima delle cose, col mistero della vita universale e solo l’arte attraverso l’intuizione si farà strumento di conoscenza suprema, autentica del reale; l’irrazionale si potrà capire solo per illuminazioni istantanee, segnali.

Continuo a pensare che Baudelaire, con un po’ d’oppio, avrebbe apprezzato questo libro.

Un altro aspetto interessante è la particolare e alternativa ottica da cui viene descritta e osservata l’allchimia. È risaputo che questa fosse la disciplina che prima di ogni altra cosa cercasse di ottenere l’elisir di lunga vita attraverso la pietra filosofale, e attraverso la scissione chimica del piombo, di trasformare i metalli in oro. In questo libro invece questi sono i ruoli marginali dell’alchimia, il lato che emerge è quello spirituale. Trasformare piombo in oro, attuare la Grande Opera, così si chiamava, non era la Leggenda personale di Santiago, ma dell’Alchimista… L’alchimia diventa scuola di vita per la quale l’insegnamento più grande è “ascolta il tuo cuore, esso conosce tutte le cose”: non perdere tempo sui libri, non studiarla la vita, parlaci. In quale lingua? Ovviamente nel linguaggio del mondo; la scena più bella del libro è per me proprio quella in cui si parla solo in linguaggio del mondo: Santiago deve trasformarsi in vento, o verrà ucciso; si siede su una duna e chiede aiuto al proprio cuore, ma questi non sa come aiutarlo, così chiamano il deserto, ma anche lui non ha mai sentito parlare di cose del genere. Non rimane che chiamare il vento, il vento stesso è costretto ad ammettere i limiti del suo potere così il Sole che stava ascoltando dovette intervenire e…

L’amore è il linguaggio universale o il inguaggio del mondo, ciò che tutti comprendono, uomini, donne, vento, deserto e alchimisti.

Credo che tra le tante cose questo libro sia un inno, un invito alla riconciliazione. Il Brasile, il suo Brasile, la terra di Coehlo ne avrebbe bisogno. Kevin Bales che ha scritto “I nuovi schiavi” dedica un intero capitolo al Brasile: la corsa al disboscamento ha generato un caos sociale mai visto prima, da questo e dall’economia instabile si è sviluppata la nuova schiavitù in Brasile. Quindi una riconciliazione con la natura è il desiderio latente che cela l’autore tra le righe, che ci piaccia o no e per quanto in questi mala tempora possa sembrarci strano l’uomo ha parlato la stessa lingua del mondo anni e anni or sono, e può, o meglio dovrebbe, riprovare a farlo.

Fatima e le altre donne di El-Faym vedono il deserto come desiderio, come via di fuga dalla monotonia della loro vita; ma basta un uomo, basta una scintilla e tutto cambia, ora guardano il deserto con speranza, cercando di intravedere all’orizzonte, tra due dune, il loro amato…Questo è Santiago, questa è la nostra storia. Contariamente a tutte le vite sprecate che passano nel tempo sotto i nostri occhi e siamo tutti incapaci di fare qualcosa, contrariamente alla logica comune che ci insegna a non credere in noi, che ci appiattisce, contrariamente a chi a chi ama e non riesce a guardare oltre il proprio naso, chi ha sbagliato tutto, perchè amare è vedere oltre i limiti, contrariamente a chi ha le capacità e non le sfrutta, a chi ha un sogno ma non la voglia di realizzarlo, contrariamente a “ogni uomo uccide ciò che ama” direbbe O. Wilde, a chi sta sulla meta e decide di non oltrepassarla.

“Contrariamente” è Santiago.

L’Alchimista e’ la storia di un pastore che cercava un tesoro e che ha avuto l’Universo.

-A cosa vi serve una rivoltella Signore?
-Per imparare ad avere fiducia negli uomini
.

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One Response to “Da leggere…”

  1. Gio Says:

    Complimenti! ho dovuto leggere d’un fiato i pochi articoli che hai scritto finora… ripeto: complimenti.
    E mi ha fatto particolare piacere leggere questa recensione de L’alchimista. Lo avevo già letto qualche anno fa –era un regalo di Natale– ma ora mi è tornata la voglia di rileggerlo di nuovo per ritrovare i dettagli che hai “ricomposto”. Devo ammettere che certe cose le avevo proprio dimenticate. E per questo ti ringrazio.
    Anche solo di aver lasciato un commento, spronandomi a leggere queste tue pagine…

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