Aldilà, se esiste…

Dio e l’uomo”

Ci incontreremo là, dove non c’è tenebra”

. . .

Aldilà, se esiste.

-Driin-

Orwell- Chi è ?

Campanella- Tommaso!

O- T’aspettavo…

C- Scusa, ho avuto un contrattempo.

O- Bene, ora sbrigati ed andiamo in un posto più sicuro, hanno occhi e orecchie ovunque.

C- Ancora con la storia dei telesc…1

O- Sssssh!

C- …D’accordo.

O- Ho letto di nuovo la tua opera, mi dispiace ma continua ad angosciarmi profondamente.

C- La mia opera? La tua è molto più angosciante!

O- Hai ragione, può sembrare strano, assurdo, ma più leggo e più penso alla “Città del sole” più non mi capacito di come tu abbia potuto scriverla.

C- Non capisco.

O- Dunque proverò a spiegarmi, ora correggimi se sbaglio: tu immagini una città, lontana, su un’isola sotto l’equatore; una città grande, spaziosa e solare. Tutto ciò già ha dell’incredibile2 ma andiamo avanti: la città è formata da sette mura concentriche, sette come i pianeti di Copernico, con al centro il tempio del Sole: eliocentrismo, limpido e perfetto com’è giusto che sia. E’ assurdo.

La città trasuda scienza e sapere da tutti i pori, le scienze sono dipinte sui muri, alla portata di tutti, la loro vita è scienza, la città stessa è scienza. Il sesso, il sesso è scienza3: inscindibile dall’astrologia che d’altronde regola ogni rapporto sociale della città.

C- Esatto, dunque?

O- Il sapere è politica, la scienza religione: binomi pericolosi. E’ una città giusta, meritocratica, dici che è grazie a Dio, ma non ci credi neanche tu; i tuoi giudici sono eletti e criticati dalle persone, hanno una loro relativa autonomia e soprattutto sono scelti per le loro facoltà intellettuali…

C- Quale se non questo può essere il criterio? È fondamentale che chi amministra qualcosa o qualcuno sia il sapiente per eccellenza; allora potrà anche non sapere nulla di come si governa, ma essendo il più colto sarà il più saggio e senz’altro, non potrà essere altro che il più giusto.

Non vorrai contraddire Platone, il più grande tra i grandi; anche secondo lui i filosofi, i sapienti, sono i più indicati a governare perchè amano la verità. La filosofia è amore della verità, della sapienza, non verità in quanto verità o sapienza. È ricerca, perpetua. Il filosofo non è perfetto, è la miglior guida che una città possa desiderare, ma la città stessa può, per quanto il filosofo non lo voglia, deragliare dalla via più consona, migliore. Ma questo è Platone, non Sole: Sole è Metafisico quanto è metafisica; ciò rende la mia città così idilliaca, onirica e perfetta.

O- Questo è certo! È poesia, è fantastico; ma non miravo a ciò. Tu uguagli la politica alla religione, perchè Sole è al contempo il più alto degli offiziali come il più alto dei sacerdoti; essendo il più alto degli offiziali per sillogismo sarà il più grande dei sapienti…

C- Ovviamente.

O- Ma tutto rientra sempre nel piano di Dio: religione e politica, sono governanti e sacerdoti; perfino il Metafisico prega , (oppure: soprattutto il Metafisico prega ?). Hai creato questo non luogo onirico, dando vita al sistema astronomico deterministico che tu prediligi, nonostante non sia ciò che la Chiesa vuole, quello Copernicano, non negarlo!

È assurdo, di nuovo.

Ciò che tu hai fatto, e mi chiedo ancora come, è aver creato una teologia razionale. Grande quanto paradossale.

C- Assurdo? Questa è stata la mia grandezza, questa era l’eredità che ho cercato di lasciarvi ma che nessuno ha saputo cogliere. Lascia che ti dica una cosa…

Ho letto di un futuro prossimo dove il mondo è diviso in Oceania, Eurasia ed Estasia; è la storia dell’ultimo vero uomo, del socing, del così detto “Grande fratello” e del suo partito.

Il “grande fratello” è un’entità onnipresente che tutto vede e tutto sente, di chiunque e dovunque; il partito controlla il passato per controllare il presente4, questo è uno dei suoi motti, la verità, la giustizia, la non-giustizia, non esiste più nulla. Il partito detta legge, modifica il passato a suo piacimento in modo tale che il presente sia il suo riverbero perfetto e non faccia altro che esaltare La dottrina, l’unica permessa, quella del partito, freddamente quanto perfettamente riassunta sulla facciata del ministero della Verità: “La guerra è pace, l’ignoranza è forza, la libertà è schiavitù”.

Tutti quelli che non amano il grande fratello non vengono uccisi, oh no, il partito non è come l’inquisizione che bruciando un eretico lo martirizzava e creava, così, altri cento eretici; il partito muta, trasforma, converte. Agisce sulla mente.

La storia di Winston Smith, mi ha affascinato non c’è che dire, ma questo libro, questo, è stato veramente angosciante; non di certo il mio.

Un mondo senza Dio, la metafisica è il “grande fratello” che appare solo in foto e ti dice “i’m watching you” e nient’altro, niente di più astratto e la cosa più concreta: la realtà. Intangibile e ineffabile ma vera. Dov’è la ragione? Come avete usato la ragione? E l’ homo sapiens, senza di Dio, perchè è così ammutolito, acquiescente. Perchè 2+2=5?5 Come hai potuto?

Ecco, tutto ciò, tutto ciò che TU hai scritto, io trovo sia l’unica cosa assurda.

O- Assurdo? È possibile che non capisci? L’unica cosa angosciante è per me il pensare che cinquecento anni prima di me qualcuno, tu, abbia potuto pensare un qualcosa come “la città del sole”. Mi spiego: è palese che nè te, nè tanto meno Platone abbiate avuto i presupposti storici e politici per attuare le vostre teorie, Platone sapeva che non vi fosse nessuna costituzione compatibile con il suo modello di città, anche tu cosciente di questo ti sei rifugiato con lui nell’utopia, il non luogo, sulle orme di More. Ti auguravi una vera e propria rivoluzione sociale, parlavi di giustizia e di politica come pochi prima, hai avanzato un comunismo, sì platonico, ma sociale ed economico, più moderno. Un comunismo chiaro e limpido: esattamente ciò che io demistifico in 1984! Capisci ora perchè non riesco a concepire la tua città? 1984 è la degenerazione della tua utopia, niente di più, la mia Londra è la tua città marcia e fraintesa.6 Eterogenesi dei fini.

Da quando l’uomo, cercando di portare il paradiso sulla terra, creò l’inferno,utopia e distopia non sono altro che un circolo, causa e conseguenza l’uno dell’altro.

C- Santo Dio…

O- Io sono stato costretto alla distopia perchè il mio mondo si stava distruggendo, hai sentito parlare di Auschwitz? Sai cos’è una guerra mondiale? Tu hai potuto rifugiarti in un sogno parallelo, ti è stata possibile una fuga dalla realtà, a me no: questa è la mia angoscia, a me rimanevano solo incubi.

Non ho compreso il tuo Dio nella “Città del Sole”, quel tuo contrastarti: fede, ragione. Religio et ratio. Ma con il senno di poi, posso dire che quasi t’invidio.

C- George, ho visto l’uomo elevarsi, fluttuare, fuggire dalla corruzione di questo mondo terreno, ho visto il Sole al centro dell’Universo, ho visto il Sole rispecchiarcisi, quell’universo infinito, animato, animale. Lo stesso che ho visto riflesso nelle pupille in fiamme di Bruno, il 17 Febbraio del 1600, sul rogo di Campo de’ Fiori. Che tu ci voglia credere o no, ho visto molto. Ho visto Dio, l’ho studiato, l’ho cercato per tutta la vita,ovunque; l’ho trovato nel mito di Platone, l’ho scoperto nel razionalismo di Aristotele, ma non fu mai abbastanza, così dall’altra parte del mondo, nel cuore selvaggio della natura, ho capito che l’uomo dovrebbe essere ciò che merita, e ho indagato la giustizia, e ho pensato che sì, un Metafisico, eletto, profeta, deve governare, ma egli è comunque perfettibile, non è assoluto, infallibile, è mortale come gli altri, non è divino. Affatto. Solo la sua intelligenza è superiore. Ma l’intelligenza, George. La mente. Quel grande cervello. Questo è ciò che differenzia le nostre utopie. Il problema non è Dio, è l’uomo; posso ammettere la posizione ambigua della mia divinità, ma credo di avere ben chiaro cosa vorrei dall’umanità. Dio e l’uomo. L’uomo.7

O- L’intelligenza dici…La mente? È stato quel grande cervello, per quanto possa sembrare strano, a portarci a 1984. Un pensiero talmente forte da auto annichilirsi, da sopraffarsi. No, nella mia distopia non è possibile pensare; ma nella tua?

C- La mia era una speranza, un’idea; In potenza. La tua un disastro; In atto.

O- Non riesci ad afferrare…Se fossi vissuto nella mia epoca, cosa avresti scritto? Se sapessi ciò che io ho appreso, se sapessi…La mente dici? Chiedilo alla scuola di Francoforte8, chiedi loro cosa ci ha fatto la mente. Osserva il razionalismo animale, bestia, spietato. La banalità del male.9

C- Abbiamo provato a liberarci di Dio per secoli, per avere una giustizia tutta umana, abbiamo ottenuto una non-giustizia astratta. A che pro ?

O- Umana, troppo umana.10 Era la cosa giusta da fare?

C-Ho visto Dio uccidere il pensiero. Dilaniarlo e opprimerlo.

O- Io ho visto l’uomo uccidere Dio, e ti posso assicurare che è stato peggio.

C- Se non ce ne fossimo liberati saremmo rimasti bloccati, sempre allo stesso punto; tu ci devi l’esistenza, il tuo pensiero c’è ed è tale perchè l’uomo ha ucciso Dio con la ragione. È così.

O- Guarda dove siamo. Il 1984 è arrivato davvero. Il totalitarismo è anche qui, dove siamo noi, nel non luogo per eccellenza. Qui non c’è il Sole, come nella tua città. Non c’è Possanza, Sapienza e Amore11. Questa è la realtà, non si scappa da essa.

C- Quale realtà? “La guerra pace? La libertà è schiavitù? L’ignoranza è forza?”

O-Ho visto cose, Tommaso, che non puoi neanche immaginare.

C- E’ tempo di morire.

O- Di nuovo?

C- E chi ha detto che siamo morti ?

Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano — per sempre.”

. . .

Note

1: I teleschermi sono i sensi del partito, sono i mille occhi del grande fratello, le orecchie del socing. A Londra ve n’è uno in ogni casa; interagiscono con le persone, intrattengono, danno ordini e soprattutto rettificano e scandiscono la giornata, dalla sveglia al coprifuoco.

<Noi siamo i morti> disse Winston.

<Noi siamo i morti> fece dolcemente eco julia.

<Voi siete i morti> disse una voce metallica alle loro spalle.

2: L’urbanistica di Orwell è agli antipodi con quella della “Città del sole”; possiamo dire che per un abitante di quella Londra, una strada così come descritta da Campanella sarebbe stata davvero inconcepibile considerando la giungla di cemento, la sporcizia, le strade buie di 1984.

3: “Per far temperie” le donne più belle si accoppiavano con i maschi più brutti e malformi, e gli uomini più slanciati e possenti con quanto di peggio potesse offrire il mondo femminile: il sesso non è piacere, è scienza, generazione e tradizione (come in Orwell è un dovere verso il partito). I due si addormentavano in due stanze differenti, si congiungevano solo quando il maestro li andava a chiamare dopo aver consultato l’oroscopo e constatato che ogni astro fosse al suo posto.

4: “Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.” Questo è il compito del Ministero della Verità, qui è impiegato Winston ed il suo lavoro consiste proprio nel modificare le prove del passato affinchè diano ragione al presente; sempre e comunque. Nessuno così avrà appigli che permettano di dire che qualcosa non è andato come doveva o potrà alludere ad incidenti di percorso, ad errori o addirittura menzogne del partito.

5: “La somma di libertà più libertà è come dire che due più due fa quattro. Se ciò è concesso, allora segue tutto il resto.” 2+2=5 sulle labbra di Winston Smith: questa è la morte dell’ultimo uomo rimasto nel 1984; è una metafora ad alto contenuto simbolico, senza dubbio contribuisce al parossismo del finale che sfocerà nel paradossale e incredibile anatema -Ora amava il Grande fratello-.

6: Orwell è angosciato al solo pensiero che qualcuno potesse aver pensato, quattro secoli prima, “un’utopia così utopica” come la “Città del sole”, concettualmente troppo distante da lui; è confuso e spaesato. E’ angosciato, è terrorizzato capendo che la sua Londra è semplicemente il frutto della degenerazione di tante “Città del sole”.

7: Si arriva ad un paradossale scambio di ruoli: fra Campanella invidia Orwell per esser vissuto in un mondo senza Dio, senza quel Dio che lo isolò, che arse vivo Bruno, che condannò Galileo. Che bruciò libri. Orwell al contrario invidia Campanella: Dio è stato ucciso dalla ragione sfrenata che non ha sempre portato a esiti positivi, forse solo Dio potrebbe salvarci dal 1984; o addirittura solo la speranza in lui. Deus ex machina.

8: Adorno e Horkheimer, esponenti della “scuola di Francoforte”, sostenevano, ad esempio, che che il regime nazista fosse il naturale frutto dell’Illuminismo. Questo è interessante: la distopia potrebbe nascere in effetti dalla convinzione che l’uomo ha di dominare il mondo, di porsi ad un gradino qualitativamente superiore, ed autoannichilirsi.

9: Dall’omonimo libro di Hannah Arendt.

10: (Omonimo libro di Nietzsche, un’antologia del pensiero breve sulla psicologia -ripreso da Freud-) essenzialmente un gioco di parole riferito al rigo successivo dove si cita la morte di Dio come, appunto, nel famoso aforisma di N. : “Dio è morto”.

11: La trinità divina nella “Città del sole” non comprende “padre, figlio e spirito santo”, bensì “possanza, sapienza e sommo amore”: questa decisiva e ultima idea è quella che mi ha spinto a considerare criticamente quest’utopia lasciandomi notare, apprezzare e capire l’ambiguo rapporto tra l’autore e la fede. Un’idea di conflitto, di incongruenze: ecco la mia finale impressione; ciò che ho trovato davvero interessante e in risalto è l’attrazione verso la scienza e il graduale distaccamento dalla fede di Campanella. “L’uomo e Dio”.

Bibliografia: “1984” George Orwell, “La Citta del sole” Tommaso Campanella, “Repubblica-V” Platone, “Utopia” Vittor Ivo Comparato.

. . .

di Giovanni Galassi, IIf

Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l’uno dall’altro e non vivono soli…
A un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto.
Dall’età del livellamento, dall’età della solitudine, dall’età del Grande Fratello, dall’età del Bipensiero… tanti saluti! “

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